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martedì 9 luglio 2013

Peppa pig

Ricordate l'incantevole Creamy? E Lady Oscar? Pollon, Occhidigatto, Lupin, Georgie, Pollyanna, Spank, gli Orsetti del cuore, Sara, Heidi, Kiss me Licia, Gigi la trottola, Ranzi la strega, Doraimon, Memole, i Puffi, Holly e Benji, Jem, Ape Maia, Ape magà, Jeeg robot d'acciaio, Nanà Supergirl, Carletto, la principessa Zaffiro,  .

Bene abbiamo appurato che siete stati bambini degli anni 80 e adolescenti degli anni 90.....e genitori di oggi! Si, perché oggi c'é lei...PEPPA PIG!


È lei che ha insegnato ai nostri figli a saltare nelle pozzanghere di fango!
È lei che presenta la sua famiglia ad ogni episodio, per ben 5 episodi, sigla inclusa!
È lei il cartone amato-odiato da tanti genitori!
È su di lei che il nostro "Ti aiuta papà" ha scritto un post, che sono lieta di ospitare anche questo mese.


Kill Peppa Pig 

kill-peppaAlzi la mano chi non vorrebbe prendere Peppa per il collo e dirgliene 4 a lei e a quel lobotomizzato del fratellino George…
Sono 6 mesi che ogni sera, per far mangiare mio figlio sono costretto a subirmi 5 sigle per lo stesso cartoon…
“…ciao io sono Peppa pig… Lui è mio fratellino George, lei è mammina, lui è papino, e lui è l’idraulico amico di mammina…”
Quando appare lei, Leo si spegne, occhi fissi, bocca aperta, reattivo come una tartaruga in letargo…
Quel bambino allegro, simpatico e incontenibile non c’è più e tutto per colpa sua… Quella piccola maiala saltellante…
E poi quella famiglia, neanche quella del mulino bianco è così…
Ti racconto la puntata di ieri:
Mammina e papino (gia qui ci sarebbe da discutere, visto che peseranno 300 kg in 2, comunque…) decidono di portare Peppa e George in un bosco (e lasciarceli? Dirai tu…) no, a fare un pic nic. Camminano per un oretta buona trovando le impronte di tutti gli animali dell’enciclopedia, mancano all’appello solo i dinosauri (povero George, mai una soddisfazione). Arrivati in un punto a caso nel bosco mammina dice a papino mangiamo e indovinate un po’… ha scordato in macchina il cesto con il cibo, ok, non fa niente… Torniamo alla macchina e mangiamo li… Ops… C’è un problema, papino si è perso… Ok, non fa niente, seguiamo a ritroso le nostre impronte… Ops… C’è un’altro problema… Ha cominciato a piovere e le impronte si sono cancellate. Fortuna che passavano di li per caso delle papere che manco avessero il gps li riportano alla macchina.
Dunque, riassumendo, Papà pig prende tutta la famiglia e la porta nel bosco, senza cibo, sperduti nel mezzo di niente, senza un ombrello e cosa dice mammina? NIENTE!!!
Ho provato anche io a farlo con mia moglie, le ho fatto una sorpresa, l’ho bendata, l’ho portata al centro del bosco, ho aspettato che cominciasse a piovere e poi le ho detto:”cara, ci siamo persi ma stai tranquilla, non abbiamo nulla da mangiare e neanche un ombrello… Dobbiamo solo aspettare che passi una papera che ci riporti alla macchina…” Sapete cosa ha detto mia moglie?… DI TUTTO!!! E quando ha finito di insultarmi mi ha legato ad un albero con una liana e mi ha lasciato li. Dopodichè ha preso il suo smartphone e se n’è torna a casa.
Da che c’è Peppa la mia vita è diventata un’inferno, senza contare tutte le volte che ho dovuto recuperare mio figlio zuppo e sporco perchè era andato a saltare dentro una pozzanghera di fango.
Come fai a spiegare ad un bambino di 18 mesi che Peppa è un maiale mentre lui è un bambino? Mammina cucina, Papino guida la macchina, Peppa va a scuola…
Così ho deciso… Devo fare qualcosa, o io o loro… Penso che gli scriverò una lettera e li inviterò ad Ariccia per una festa in loro onore… Alla sagra della porchetta e poi… Succeda quel che succeda… Se la sono cercata!

mercoledì 3 luglio 2013

Il divano bianco nero


No, non é un divano tifoso della Juventus. É una favola. C'era una volta, un divano grande angolare con penisola bello, ma di un colore un pó smorto, era beige. Per il matrimonio l'ho fatto portare via e rivestire. Ora era diventato un bellissimo divano di pelle bianca. Donava luminosità a tutto il soggiorno e i suoi proprietari ne erano orgogliosi. 

Un bel giorno, in quella casa arrivó un bambino, e il divano bianco ne é stato la prima vittima. Lui ci gattona, ci cammina, ci si arrampica, lo morde, lo sbava, ci fa merenda sopra. Insomma é un divano molto vissuto e amato, ma come potete immaginare tutte queste attività lasciano una leggera patina nera sulla sua pelle immacolata! Per fortuna esiste lo sgrassatore! 

Qualcuno dovrebbe vietare a due persone che mettono su casa e famiglia di acquistare un divano bianco! Immaginate il commesso: volete un divano bianco? Volete dei figli? Si? Lasciate perdere!

Vi metto una foto del mio divano, così potete vederlo A.L. avanti Leonardo, il dopo Leo non ve lo mostro.

Ma qual'è il compagno fedele del divano bianco? Il complemento d'arredo meno indicato in una casa con bambini? Facile! Il tavolo in vetro! Come potete vedere dalla foto io ce l'ho tutti due, non mi manca niente. Aggiungeteci anche un camino particolarmente basso e il balcone, e capirete perché sono sempre in ansia se Leonardo è in salotto.

Decisamente non è un salotto per bambini!

mercoledì 26 giugno 2013

Liberi di non picchiare



Oggi voglio parlarvi di questa iniziativa, ci sono tanti genitori che stanno cercando di liberarsi da questo brutto retaggio: picchiare i bambini. Come genitori, come mamme possiamo e dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Spesso lo giudichiamo solo uno scapaccione o la classica sculacciata, ma io non sono d'accordo, quando perdiamo la pazienza, umiliamo il bambino che subisce il nostro sfogo e ci guarda spaventati. 

È successo che la nonna desse uno scapaccione a Leonardo, per aver buttato il telefonino in terra, e io ho visto la reazione di choc di mio figlio. Un bambino non si aspetta di essere picchiato, meno che mai dalla persona che dovrebbe amarlo più di tutte. Tata Lucia dice, la famiglia è una squadra in cui o tutti perdono o tutti vincono. Credetemi noi mamme usciamo perdenti ogni volta che alziamo le mani su nostro figlio. 

Con questo voglio dire che non mi è mai successo? Purtroppo è capitato 2 volte. La prima volta ho perso la pazienza perché sul fasciatoio Leonardo urla, piange e si dibatte. Quel giorno ho capito che per mio figlio è particolarmente noioso essere spogliato e rivestito, e anch'io odio essere toccata, o spogliarmi e rivestirmi, così ho cambiato strategia: da allora canto! Immaginatevi la scena, prendete il bambino, lo mettete sul fasciatoio, lui comincia a piangere e dimenarsi, e io? "Sulla cima dell'Olimpo c'è una magica città, gli abitanti dell'Olimpo sono le divinità" e gli canto tutta la sigla di Pollon!!! E sapete una cosa? Funziona, con una mamma serena che invece di arrabbiarsi canta, Leo Leo sta buono quel tanto che basta per farsi cambiare! Se non funziona lo metto davanti allo specchio, e gli dico, ci mettiamo la camicia come papà? Mio figlio non solo si fa vestire, ma tenta pure di abbottonare la camicia! 

La seconda volta invece, la mia macchina non partiva, io odio guidare, ero sudata, stressata, e Leo Leo continuava a prendermi a calci dal seggiolino, così ho picchiato, gridato e pianto e mi sono resa conto che se io ero sotto stress, non potevo prendermela con mio figlio. In pratica ogni volta che un genitore perde la pazienza è umano, ma passa il messaggio sbagliato, proprio alla persona che vorremmo educare.

Ti picchio perché perdo la pazienza.

Ti picchio perché sei più piccolo.

Tutto passa tranne che un messaggio educativo. Se siamo stressati sfoghiamoci in un altro modo. Se vogliamo educare i nostri figli, facciamo passare il messaggio che amore e rispetto vanno insieme. Io e Adriano, ce la stiamo mettendo tutta, e i primi risultati si vedono su Leonardo, un bambino dal grande sorriso, dolce e gentile con tutti. 

Noi vogliamo essere genitori LIBERI DI NON PICCHIARE.

mercoledì 19 giugno 2013

Neonato al mare


Il tuo bambino è nato questo inverno, ora finalmente è arrivata l'estate e tu stai pensando di portarlo al mare. Si, ma come? dove? quali precauzioni prendere con un bimbo sotto l'anno di vita? Io mi sono trovata in questa situazione l'anno passato e ho deciso di scrivere un piccolo vademecum per la neo mamma in spiaggia. 

Rispettare i suoi orari, è chiaro che non si può stare al mare tutto il giorno. Io scendevo presto, ma a mezzogiorno devi scappare dalla spiaggia, dove puoi tornare verso le quattro.

Crema solare a fattore di protezione altissimo, Io e Leonardo utilizziamo una 50+, e non ci siamo mai scottati, con il tempo la pelle prende un colore ambrato senza bruciature o eritemi. Un segreto per stendere bene la crema è quello di farlo a casa e non in spiaggia. Così avrà il tempo di attivarsi e non si attaccherà alla sabbia. 

Cappellino di cotone, fastidioso ma necessario, prova a metterglielo già sotto il sole, è più probabile che sentendo il beneficio per gli occhi se lo tenga.

Butta via il cappello? Fregatene! La mattina presto o la sera il sole non scotta eccessivamente, bagnagli la testolina, e goditi il tuo bambino.

Acquista un salvagente adeguato alla sua età. Leo Leo ha sempre avuto un sostegno nell'acqua, questo gli ha permesso di sentirsi sicuro e adorare il momento del bagno.

Io credo che se una mamma si rilassa, si rilasserà anche il bambino. Andando al mare mio figlio ha bevuto l'acqua, si è rotolato nella sabbia, l'ha assaggiata e ha decretato che gli piace, ha fatto la cacca nel pannolino, sull'asciugamano e sul lettino, ma non è mai morto nessuno!

Sento alcune madri dare una sfilza di regole, ancora prima di scendere dalla scaletta. "Non correre!" "Non andare in acqua!" "Non allontanarti!" Ma è un bambino, lasciamolo sperimentare, correre, giocare, siamo noi quelle che devono fare attenzione, non limitare i suoi comportamenti.

Quindi cara neo mamma, proteggi il tuo bambino e rilassati, e vedrai che ti divertirai quanto lui. Ti lascio la foto dell'anno scorso di Leonardo, nella prima era un'immacolato neonato di 7 mesi. Nella seconda, la cotoletta panata di domenica scorsa, a 18 mesi.

giovedì 13 giugno 2013

Papà





Oggi inauguro una nuova rubrica, ospitando un papà blogger molto speciale, l'ideatore di:

Ti aiuta Papà

Dopo tante mamme, volevo dare voce ad un papà. I nuovi padri sono straordinari, veramente attivi nella vita dei propri figli. Questi padri non si tirano mai indietro, dal cambio del pannolino, alla poppata, dalle notti insonni, al bagnetto sono e continuano ad essere dei padri presenti. Ci saranno interviste e guest post, per farvi leggere la vita quotidiana di un uomo di oggi, alle prese con la tua stessa avventura: diventare genitore.

Chiunque, mamma, papà, nonna, voglia scrivere un post per Rosadidonna, noi lo pubblicheremo.


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Allora, sei pronto?, quest'oggi prepariamo un piatto speciale, si chiama: Momento Magico.

INGREDIENTI:
1 Bambino (preferibilmente di eta' compresa tra 1 e 5 anni);
1 Papà (Non importa l'età, i papà non scadono mai);
1 Spruzzata di Sapone per la Barba;
1 Pennello per applicare il Sapone;
1 kg o più di Amore (abbonda pure, non è mai troppo);

PREPARAZIONE:
Mettiti seduto per terra o su di uno sgabello o dove preferisci, affinchè il tuo viso sia alla stessa altezza di quello di tuo figlio così che tu possa sempre guardarlo negli occhi. Spruzzati il sapone da barba nella mano sinistra e consegna a tuo figlio il pennello. Prendi la mano di tuo figlio e fagli intingere il pennello nel sapone, e poi, sempre tenendogli la mano, comincia a farti passare la schiuma sul viso...
insegnagli a reintingere spesso il pennello e guardalo negli occhi mentre ti passa il sapone, a quel punto, la nostra ricetta è pronta, non c'è altro da fare che godersi quel momento.
Se tutto sarà andato nel verso giusto, avrai davanti a te un bambino che ti guarda con due occhi pieni di gioia e meraviglia perchè ti ha visto 100 volte farti la barba ma ora è lui che ti passa il sapone e la cosa lo diverte e lo rende felicissimo.
Non ti preoccupare se una volta finito ti troverai la schiuma addosso, sugli occhi, per terra...
Quello che ti ho descritto è un Momento Magico, 5 minuti da soli tu e lui, qualcosa che col passare degli anni non avverrà più o non sarà più così emozionante.
Fanne tesoro, non sprecare quest'occasione unica, lui non lo dimenticherà mai e nemmeno tu potrai mai scordarti quel sorriso e quegli occhi mentre tuo figlio fa la barba a papà.

mercoledì 12 giugno 2013

Super Mamma


Se sei diventata mamma da poco, il tuo corpo ha subito una mutazione genetica. No, non sto parlando di smagliature e chili di troppo, ma dei superpoteri che sviluppa una mamma, nel momento stesso in cui suo figlio diventa quello che gli inglesi chiamano toddler. Io traduco chiamandolo trotterellatore, è il momento il pargolo comincia a camminare, ma ancora barcolla, cade, prende tutto e rompe qualsiasi cosa. Ma vediamo più da vicino questi super poteri. Tutti i tuoi sensi si acuiscono, per chi non lo sapesse i sensi sono 9, ma vengono citati solo i 5 più famosi, bé una mamma li sviluppa tutti:

Vista           Udito        Olfatto         Gusto                      Tatto      
Termopercezione         Dolore         Propriocezione        Equilibrio

1. Vista, la mamma ha una vista ai raggi X, e riesci a vedere il tuo bambino cadere ancora prima che ciò avvenga.
2. Udito, se tuo figlio è nell'altra stanza, il tuo udito è sopraffino, sempre allerta, sopratutto in caso di silenzio.
3. Olfatto, mai cambiato un pannolino?
4. Gusto, riesci a farti piacere anche pappe strane come mais e tapioca, pur di far mangiare il pargolo, ma cosa più stupefacente, mangi anche cose appena sbavate da lui!
5. Tatto, questa non posso spiegarla, le carezze e il contatto tra te e tuo figlio sono una cosa magica e privata.
6. Termopercezione, amore vestiti, che fa freddo, oppure spogliati che fa caldo, te la sei messa la maglia intima?
7. Dolore, se hai partorito, non devo spiegarti il dolore, eppure non è quello il dolore da mamma, ma quando tuo figlio sta male, stai male anche tu.
8. La propriocezione è la capacità di riconoscere la posizione del nostro corpo, e lo stato di contrazione dei propri muscoli. Hai bisogno di tutto questo per mttere al mondo tuo figlio.
9. Equilibro, capacità di equilibrismo appartengono ad ogni mamma. In questo momento sto scrivendo con Leonardo in braccio.

E tu, quali super poteri hai sviluppato da quando sei mamma?

mercoledì 5 giugno 2013

Viaggiare con un bambino




Questa settimana io, Adriano e Leonardo ci siamo recati al Mamma che Blog, Social Family Day, a Milano e lì abbiamo anche conosciuto un'altra mamma Quinny Casters: Chiara di Geek Mom! Ma torniamo al viaggio, FrecciaRossa delle 7 con arrivo a Milano alle 10. Ci aspetta freddo e pioggia, ma non ci scoraggiamo e visitiamo comunque la città. Abbiamo visto il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, la Scala, il Castello Sforzesco e Parco Sempione.



 








Un plauso speciale va alla città di Milano, dotata di ascensori, in tutte, e dico tutte le stazioni! Ma viaggiare con un bambino piccolo può diventare molto stressante, sopratutto se invece di goderci il viaggio dobbiamo fronteggiare i suoi capricci.


Allora ecco alcuni consigli per chi viaggia con un bambino da 0 a 3 anni:

1 Portare un passeggino leggero, in questo modo salite, discese e mezzi pubblici non saranno un problema.

2 Alloggiate in un Bed and Breakfast, avrete a disposizione una cucina per servire colazione e cena al vostro bambino, così dovrete organizzarvi solo per il pranzo a sacco, magari chiudendo un occhio sulla genuinità.

3 Viaggiate la mattina presto, i vostri bambini saranno più attivi e meno stanchi, se un bimbo è stanco si sà comincia a fare i capricci.

4 Passeggiate per le vie del centro. Potrebbe essere più facile rispetto alla noiosa visita di un museo, i bambini saranno attratti dai colori della città, dagli artisti di strada e voi potrete godervi la visita.

5 Ricordate di portare con voi i suoi giocattoli preferiti. In questa foto si vede Leonardo con la macchinina rossa che non lascia mai la mia borsa.

6 Concedetegli di dormire con mamma e papà nel lettone. Nuova città, nuova stanza, nuovo letto, questo potrebbe spaventare il bambino, che si tranquillizzerà nel lettone.

7 Mettete in valigia i suoi vestiti preferiti. Non è il momento di sfoggiare un piccolo principe, ma di rassicurare un bambino lontano da casa. La maglia di Topolino o i suoi Jeans preferiti lo faranno sentire comodo e al sicuro.

8 Concedetegli di tenere il ciuccio, servirà a calmarlo e confortarlo.

9 Non insistete per fargli abbracciare sconosciuti o lontani parenti, che il bimbo non conosce bene. Anzi la tecnica migliore in questi casi è quella di prenderlo in braccio. In questo modo il bambino si sentirà protetto di fronte all'estraneo, e dopo una mezz'ora si abituerà alla sua presenza, diventando più socievole.

10 Fate largo uso della qualità più importante per una mamma: Pazienza, Pazienza, Pazienza!






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